L’export italiano continua a crescere anche nel 2018, eppure…

Sono finalmente definitivi i dati dell’export italiano e di conseguenza dell’import nel 2018, che ci permettono di leggere l’andamento del Paese Italia. Per capirci, questo è il dato sensibile dal quale partire per comprendere l’effettivo stato di salute della nostra economia, sia confrontandoci con i nostri risultati dell’anno precedente, sia con le performance del resto d’Europa principalmente. Non dimentichiamo che l’Italia è il 9° paese al mondo per l’export, e viene prima di paesi come Gran Bretagna, Russia, Canada ecc. Se ci limitiamo strettamento alla manifattura, la nostra è la 7° al mondo, ed è un dato che rende la misura della forza di un Paese così piccolo eppure eccellente.

Faccio una premessa prima di andare a vedere i dati al microscopio. Il PIL nazionale è una cosa, l’import-export sono un’altra cosa, non confondeteli, mi raccomando. Chiarire questo punto ci aiuterà nelle conclusioni.

Iniziamo dall’export italiano

Per il 2018 abbiamo esportato prodotti/servizi per 462 miliardi di euro. Siamo quindi cresciuti rispetto al 2017 dove avevamo esportato per un totale di 449 miliardi di euro. Possiamo segnare quindi una crescita positiva del 3,1%. Va ricordato che dal 2012 in poi l’Italia ha sempre avuto una crescita dell’export rispetto all’import, quindi abbiamo sempre avuto un avanzo positivo tra le due cifre.

export italiano
Dati Ministero Sviluppo Economico (agg. 04/2019)

Vediamo brevemente quali settori e quali paesi hanno trainato la crescita. Ricordandoci che l’export italiano è determinato principalmente dalle 4 A (automotive, abbigliamento, alimentari, arredamento) i due settori che hanno registrato la migliore crescita 2018 sono l’automotive (7,8%) e il food (3,8%) trainato dal vino, che da solo ha fatto 6,2 miliardi di euro.

Per quanto riguarda i paesi di esportazione – dove restano granitiche ai primi posti Germania, Francia e USA -, vi segnalo solo i paesi dove siamo cresciuti a doppia cifra, come India (15%), Svizzera (14%), Slovenia (13%), Paesi Bassi (12%), Brasile (11%), Grecia 10%). Oltre a questi, tutto il resto dei Paesi europei è cresciuto nell’acquisto di prodotti italiani, tranne Gran Bretagna e Spagna rimaste invariate nelle loro percentuali d’acquisto.

Vediamo adesso l’import

Arriviamo al tasto dolente, ahimè. Se l’export italiano è aumentato, purtroppo lo è anche l’import. Abbiamo quindi avuto bisogno di comprare di più nel 2018: 424 miliardi di euro, rispetto ai 401 del 2017. Questo è il motivo per cui il disavanzo tra import ed export è purtroppo diminuito a 39 miliardi di euro, un bel po’ meno dei 47 miliardi del 2017. I prodotti sono sempre i soliti dai quali dipendiamo: a parte le autovetture, gas, petrolio e suoi derivati. Germania, Francia, Cina, e Paesi Bassi sono i paesi dai quali importiamo di più.

Quindi come è andato il 2018?

Non mi interessa analizzare qui le cause per le quali il disavanzo tra import ed export è diminuito, sono per lo più di natura politica e questo post vuole solo dare risalto alle cifre, che parlano da sole. Se il PIL nazionale non è cresciuto sostanzialmente nel 2018, mentre l’export continua a crescere probabilmente c’è un profondo scollamento tra politica e sistema economico italiano, in parole povere poca sinergia. O forse molto semplicemente il cambio di Governo ha rallentato tutto il sistema Paese.

Non so darmi una risposta precisa, vero è che l’economia del Paese è sana e compete bene con il resto del mondo, considerate le nostre proporzioni. Poi il resto dei versanti su cui giudicare la salute del Paese Italia, be’ ecco… quello è tutto un altro discorso.

Fonti:

Osservatorio Economico – Ministero Sviluppo Economico

Exportiamo


Leggi anche: Export italiano da record nel 2017: Made in Italy in costante crescita | La crescita dell’agroalimentare | Export Made in Italy 2016 | I conti della serva sull’export Made in Italy 2016 | Made in Italy 2015| Diamo i numeri

Condividi? Grazie!
Facebooklinkedinmail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *