Il Salone del Made in Italy per eccellenza

Andare al Salone del Mobile di Milano è sempre un equilibrio tra piacere e fatica, ma è pur sempre difficile rinunciarci. Quindi ci sono andata, anche perché sapevo che me ne sarei pentita, e nessuna scusa sarebbe stata all’altezza del rimorso. Andiamo allora alla fiera del made in Italy per eccellenza! Certo non espongono solo italiani, ma è davvero la fiera più eloquente al mondo in fatto di design a tutto tondo, tanto più se italiano.

Che si vada con ordine o felicemente a random, alla fiera ufficiale o al Fuorisalone poco importa. Ce n’è per tutti e in tutte le salse. Non ci si annoia e non si va mai in overdose di design. Tutto è semplicemente bello, attraente, euforico, entusiasmante. Dopo le prime quattro ore però, io sono già cotta e cambio il focus del mio interesse. Mi metto ad osservare divertita la fiumana di stranieri di tutte le età venuta appositamente per vedere questo circo italiano, perché loro, gli stranieri, vogliono vivere proprio quello. La settimana del design a Milano è soprattutto questo per loro: l’original italian lifestyle. In effetti se metti insieme la calda aria primaverile, i primi profumi di glicine che escono dai cortili interni di qualche bel locale del centro, gli eventi innaffiati di aperitivi, e gente vestita dalla testa ai piedi come nelle copertine di Glamour, si sta presto a chiamarla Dolce Vita. Come dargli torto?

E mentre lascio la fiumana a godersi il rito del dolce vivere italiano, cerco di capire cosa mi resta di buono nelle trame del setaccio di queste giornate. Allora del Salone ho capito che:

  1. siamo inguaribili innovatori, grazie a Dio
  2. ma anche nostalgici romanticoni, sempre grazie a Dio
  3. e questo fa di noi i migliori interpreti di una ricca eredità da trapassare al futuro.

Pare che questo Salone, meglio dei precedenti, abbia decretato l’indissolubile legame tra artigianalità e tecnologia, sottolineando come solo attraverso l’elogio della manifattura d’eccellenza si possa arrivare ad un risultato di benessere e qualità diffusa insieme alle nuove tecnologie. Mi sembra cosa buona e giusta. So far.

Ora vi dico in spiccioli cosa mi è piaciuto di più:

  • il salone satellite dove si concentrano le proposte di design e materiali più di tendenza, i talenti del futuro per capirci (non tutti eh!)
  • un tavolo realizzato con una sezione di tronco antico e resina trasparente, appunto artigianato, tecnologia, e una spolverata di buon design
  • athena, la libreria del futuro, in poco spazio migliaia di volumi, direttamente dal Progetto Gutenberg. Anche qui mi è sembrata replicarsi la preoccupazione di voler tramandare con nuove tecnologie il nostro patrimonio culturale alle nuove generazioni. (innovatori e romanticoni)
  • Before design: Classic. Tradizione nel futuro. Una decina di stanze arredate dalle migliori aziende italiane del lusso inteso in senso classico, ma con esplicita proiezione al futuro. Di un bello inenarrabile.
  • tornare a casa.

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il salone del made in italy per eccellenza
Frigo Smeg

 

 

 

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