Quasi nulla

Sabato mattina mi aggiravo raminga all’outlet in attesa delle mie due compagne di disavventura, ignare come me, che alle 8.30 di mattina neppure i bar si scomodavano ad aprire all’outlet. E mentre girovagavo nel castello di cartapesta in quel di Noventa, mi sono imbattuta nella gondola al centro di una piazzetta, e salitaci nel silenzio assenso della platea ho trovato incisa la scritta “Nulla è per sempre”. Suonava quasi come il monito del Convitato di Pietra, quasi un grande fratello alle mie spalle che mi redarguiva, perché sprezzante dell’opera su cui sedevo, l’ho profanata con un autoscatto da becera turista.
A me sta cosa però non va tanto giù. Sta cosa della morte, del tutto si trasforma, del nulla è per sempre, non mi convince del tutto. Cioè, sarà anche vero che il concetto si applica bene alla materia, ma nell’era dell’effimero, dell’intangibile, esagero? …del web, a me pare che Faust sia sulla strada buona per fregare Mefistofele, senza vendergli l’anima. La musica e i versi, io li trovo eterni. Scalfiteli, e dimostratemi il contrario. So far.

Vi ricordate Faust? E’ quel signore che un giorno per la strada incontra un diavolo e il diavolo gli dice: “Guarda che se tu mi dai l’anima, io ti posso ridare la gioventù” – Dev’essere successo a Genova. Genova è una città strana, intestinale, magica. Può succederti di tutto a Genova. Ti può succedere anche di trovarti davanti a un negozio dove in cambio del tuo oggi, ti danno il tuo ieri. E’ l’ufficio delle cose perdute. (live 1989, Gino Paoli)

nulla è eterno
#occhialeperforzaaquest’ora

 

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