Precario batte posto fisso 1:0

Stamattina sono passata in posta. Dovevo pagare ahimè una multa presa all’italiana: sosta senza aver impostato il disco orario. Peccato che l’abbia presa nel quarto d’ora esatto in cui ho recuperato i pantaloncini di mio figlio dimenticati all’ombrellone in spiaggia. Pazienza. Italianamente avrei pensato: che cazzona questa giulia lucca che mi ha beccato giusto nel quarto d’ora di fuoco (40° al sole delle due del pomeriggio dell’estate più calda dell’ultimo secolo). In realtà ho pensato: che pirla che sono stata! Cosa mi costava mettere il disco orario corretto? Tutto qua. 35 euro se pagavo entro 5 giorni senza protestare, 50 altrimenti. Non vedo alternative. Sono andata in posta e ho fatto. Solo che alla gentile macchinetta che distribuisce i numeri smaltisci-coda ho trovato le solite 4 opzioni che alla mia mente contorta sembrano dire tutte la stessa cosa: pacco, bollettini, operazioni finanziarie e balle varie. Ne stampo almeno due come sempre, non si sa mai. Ma più che altro non ricordo quale sportello faccia entrambe le funzioni, raccomandata e bollettino multa.C046 il mio biglietto fortunato, quello che dei due viene estratto prima dalla sorte. Vado, li appoggio furtivamente entrambi e la signora dietro al banco subito mi sgrida: non si prendono due biglietti! La prossima volta prenda il P, altrimenti i colleghi non hanno la bilancia per le raccomandate. Glieli faccio comunque io. Iniziamo bene. Mentre aspetto, sento a fianco di me una ragazza che ha commesso lo stesso errore. Sorrido e commento con la gentil signora. Visto che la percentuale d’errore è così alta forse sarebbe il caso di modificare la comunicazione in entrata, dico io senza la minima vena polemica, solo deformazione professionale. E lei: in effetti è tutto scritto molto bene. E parte a snocciolarmi nuovamente le diciture. Tant’è che però la frequenza è alta. Quindi:

  • la comunicazione è fuorviante
  • ho ragione io
  • ti sto dando un’analisi sufficientemente corretta per prendere l’iniziativa
  • se resta così sono cavoli tuoi, passerai le giornate a dirlo a tutti gli utenti singolarmente.

L’incapacità del burocrate di investire nel medio-lungo termine mi zittisce. Che siano i perseveranti 40 gradi di fuori o i pochi anni che la separano alla pensione, ma non mi sembra il caso di insistere. Lo prendo da esempio e me lo segno. Se vuoi un’Italia diversa da questa, vai e appiccica un post-it scritto a mano. E’ già infinitamente meglio della sclerosi secolare dalla quale siamo afflitti. Precario batte posto fisso 1:0. Provatemi il contrario.

Il Made in Italy 3.0 è quello che non si siede, è quello che investe nel medio-lungo termine, e per forza di cose investire vuol dire mettere di tasca propria ciò che tornerà moltiplicato, si spera, domani. Ma sperare non è abbastanza. Bisogna farlo. Forse quest’epoca di precari porterà una generazione migliore, tra un paio, più dinamica, più veloce, più pronta all’imprevisto, più innovativa. Allora potrebbe essere che a posteriori bisognerà tributare qualcosa anche a loro. Estote parati.

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