Made in Italy in musica di Vanna Lovato – 1° Tappa

Oggi vi presento Vanna Lovato. Lei è una giornalista musicale per passione e professione, amica per interposta persona e perché di passioni che si intrecciano con le mie ne abbiamo in comune parecchie. Scherzando sull’ultimo album di Ligabue che si intitola Made in Italy è uscita spontaneamente l’idea di un viaggio nella musica italiana. Una sinossi estiva interessantissima, per me in primis, che parte dalle origini della musica in Italia, passa attraverso i pilastri del dopoguerra per atterrare con leggerezza e goliardia a quel Made in Italy in musica che ci ha fatto sorridere. Insomma un viaggio di andata e ritorno al futuro della musica italiana. Buon ascolto, si parte!


Made in Italy in musica – 1° tappa

Quando pensiamo alla musica italiana nel mondo, che nomi ci vengono in mente? Lasciate che ve lo dica io: Ramazzotti, Bocelli, Pavarotti, Morricone, Al Bano Carrisi (in ordine sparso!). Ok, ce ne sono molti altri, ma a me interessano questi per raccontarvi un po’ di cose. Questi nomi portano il marchio del Made in Italy in giro per il mondo, lo fanno conoscere e lo fanno amare, attraverso la loro musica. Nessuno di loro è arrivato lì per caso, e ora ve ne spiegherò il motivo.
Vi avverto: è una storia che comincia da lontano, ma, se avrete la pazienza di seguirmi in questo piccolo-grande viaggio in pillole, scopriremo insieme quanto l’Italia abbia contribuito alla cultura musicale occidentale, così come oggi la conosciamo.

Tutto ha inizio nel lontano XI secolo d.C., nell’abbazia benedettina di Pomposa, vicino a Ferrara. Qui nasce la scrittura musicale del mondo occidentale. Tutto ciò che è scritto nelle partiture delle orchestre di tutto il mondo nasce in questo luogo, dall’idea di un monaco cantore – tale Guido d’Arezzo – di tracciare quattro linee e alcuni segni su un foglio di carta pergamenata. Incredibile, vero?

made in italy in musica

Ma non è tutto. Vi siete mai chiesti, ad esempio, perché gran parte delle opere liriche è scritta in lingua italiana? La risposta è semplice: il teatro d’opera nasce e in Italia. In epoca barocca, Claudio Monteverdi diventa il primo e più grande compositore di melodramma – quello che poi diventerà l’opera lirica come noi la conosciamo. Amadeus Mozart – uno dei più grandi compositori di tutti i tempi – era austriaco. Fu uno dei grandi promotori dell’introduzione della lingua tedesca nel teatro d’opera; tuttavia, le sue prime opere sono scritte in italiano, che a metà del ‘700 è ancora la lingua ufficiale del teatro lirico. I libretti de Le Nozze di Figaro, Don Giovanni, Così fan tutte sono stati scritti dall’italianissimo Lorenzo Da Ponte. E che dire dei grandi autori dell’Ottocento come Verdi, Bellini, Rossini, Donizetti, Mascagni, Puccini? Le loro opere vengono allestite ogni anno nei più grandi teatri del mondo (uno su tutti > qui).

Vi sembra tutto sconosciuto, lontano, complicato? Non è così! Luciano Pavarotti è stato uno dei cantanti lirici più famosi di tutti i tempi, molto richiesto e amato in tutto il mondo proprio per il suo repertorio di arie d’opera in lingua italiana. Ascoltatelo cantare Là ci darem la mano (dal Don Giovanni di Mozart) insieme alla famosa cantante rock americana Sheryl Crow!

Dalla lingua al canto il passo è breve, ed è logico pensare che, se la lingua italiana viene riconosciuta come la lingua della musica per eccellenza, i cantanti di madrelingua italiana siano i più apprezzati e richiesti in tutte le corti d’Europa. Carlo Broschi detto il Farinelli fu uno di questi, acclamato e venerato dal pubblico del ‘600 come una rockstar dei nostri giorni. Guardatelo nel film Farinelli, la voce regina.

Pensate un po’: ancora oggi il sogno di ogni studente di canto lirico è venire in Italia per imparare la corretta dizione della nostra lingua!

Quello che vi ho raccontato fin qui riguarda la musica così come viene ascoltata e tramandata fino alla fine dell’800. Poi, un bel giorno, un certo Thomas Edison inventa il fonografo e tutto (o quasi) cambia. In che senso?

Ve lo racconto nel prossimo post!


vanna-lovato

Vanna Lovato è laureata in Lettere moderne, indirizzo musicologico. Dal 2002 si occupa di critica e giornalismo musicale: ha scritto e scrive per Jam, Jam-Rockfiles e NonSoloCinema, Il Giornale della Musica con una predilezione per la canzone d’autore italiana e world music/etnica. Dal 2005 è pubblicista, traduttrice e consulente musicale per Vallardi, Salani e Rizzoli. Nel 2007 esce il suo primo libro Franco Battiato 1965-2007. L’interminabile cammino del Musikante (Editori Riuniti, 2007) e, nel 2008 il manuale Come leggere la musica (Vallardi Editore).

Prima ancora di tutto questo, Vanna è moglie e mamma di due pargoli che in-cantano le sue giornate senza tregua.


Per la cronaca: la foto su E-Italy alla categoria gioielli è sua, di Vanna… sì, be’… foto e orecchini! Venghino signori, venghino…

E-Italy

Leggi anche: Made in Italy 3.0 | Domande?

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