Made in Italy 2015| Diamo i numeri

Finalmente possiamo dare i numeri del Made in Italy 2015. Un po’ tutti hanno chiuso i bilanci e le cifre sono abbastanza definite. Il presupposto è l’Estero, perché a noi interessa sapere quanto piace il Made in Italy all’estero, è quello il vero polso della situazione. Arrotondo per semplificare e rendere le proporzioni più immediate. In fondo trovate le fonti.

Allora partiamo dall’ABC dell’Export. Cosa piace ai nostri vicini di casa? Ai compagnoni europei e gli altri in giro per il mondo piacciono soprattutto  le nostre  4 A: automotive, alimentare, abbigliamento, arredamento. Dei nostri vicini, quelli più Italy-victim sono, guarda caso, gli invidiosi cugini francesi e gli impietosi compagni tedeschi. Ebbene sì, sono loro quelli che sborsano di più per i prodotti Made in Italy (oltre 80 miliardi in due). Il tutto per arrivare ad una cifra che sfiora i 500 miliardi nel mondo e che nel 2016 deve oltrepassarli di molto! 

nel 2015 i prodotti che vengono comunemente chiamati italian sounding (ma che italiani non sono) hanno fatturato oltre 60 miliardi di euro

Senza volermi sbilanciare sulla lettura del dato nudo e crudo, ci affianco un altro dato che forse rende meglio la proporzione. Se vi dicessi che nel 2015 i prodotti che vengono comunemente chiamati italian sounding (ma che italiani non sono) hanno fatturato oltre 60 miliardi di euro, be’ ecco, sale un filino di rabbia. Non tanto per il fatturato perso, quanto per l’obsoleta equazione di italiano=imbroglione con la quale ci identificano all’Estero. Ecco, alla faccia di migliaia di onesti produttori italiani che rendono onore al Made in Italy, nel mondo ci sono migliaia di truffatori non-italiani che usano in maniera impropria il Made in Italy nel mondo attraverso prodotti italian sounding.  Allora forse bisognerebbe aggiornare l’equazione a NON-italiano=imbroglione, ma lasciamo la lotta alla contraffazione a chi di dovere, io mi occupo di altro. E nello specifico vorrei farvi riflettere su un altro punto.

Pare che le ultime analisi del Country Brand Index diano come risultato una lettura davvero peculiare del brand paese Italia. Dicono che l’Italia abbia un grado di autostima piuttosto basso, rispetto alla reputazione di cui invece il brand Made in Italy gode all’estero. Ovvero, all’estero ci adorano di più di quanto noi stessi facciamo. Non è strano? In effetti sì. Eppure mi sembra di poter supporre che ancora una volta la frammentarietà della nostra immagine all’Estero rispecchi il solito principio per il quale noi non consorziamo, non facciamo fronte comune, ognuno va per la sua strada. Il solito pedaggio da pagare al principio di eccellenza che non ci sta a finire nell’unico e indistinto calderone del Made in Italy.

Da un lato mi viene da dire che peccato! dall’altro invece penso paradossalmente che se avessimo fatto fronte comune ci sarebbe un unico video rappresentativo del country brand Italia e invece ne ho una collezione, tutti bellissimi, qualcuno più solido, altri più d’avanguardia, altri più goliardici.  Commoventi, a modo loro. Ve ne propongo qualcuno qui in calce. Dateci un occhio, se avete un po’ di tempo e di voglia di alzare la nostra autostima.

Per prepararci ad Expo

Campagna Caruso, abbigliamento

Di questa campagna è molto bello anche il secondo episodio.  Se vi resta tempo https://youtu.be/iKsadUtFOXE.

Per i 150 anni

Campagna 500 per gli States (comincia in inglese ma finisce in italiano, ce la si può fare…)

fiat 500 made in Italy

I dati sono tratti dai siti di Istat e ICE. Ma molto interessante è anche www.italiaora.org. A piccole dosi però, sennò vi viene un infarto.

Leggi anche I conti della serva sull’export Made in Italy 2016 | Le vittime del Made in Italy, girone infernale o limbo?

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