Le vittime del Made in Italy | 2° girone infernale

Poche premesse stavolta: la mail che vi invito a leggere, oltre ad essere uno spasso (l’ho lasciata integrale volutamente, errori compresi), parla da sola. Lei è Caterina, disegna e confeziona abiti da tango Made in Italy, è italo-tedesca ma d’adozione italiana, perché follemente innamorata di questo Paese e dell’aria che si respira qui, malgrado tutto.
Leggetela tutto d’un fiato, ché poi tiro le somme di metà classifica.

Girone “inpatriati” a tempo indeterminato

Cara Martina…
quanto mi piace questo argomento!!! velocemente perché è tardi e sono stanchissima… io mi definisco “inpatriata”… ho visto l’Italia sempre tramite mio padre (un espatriato) però con gli occhi prosciuttati di un’adolescente innamorata del principe str***o (senza accorgersene).

Giustissima la sintesi, ma io pensavo semplicemente (con la mia cultura tedesca):”non è possibile!! non possono farsi così male da soli. Prima o poi si sveglieranno, saranno onesti e penseranno alla comunità ed allora il regno della creatività sarà più forte e bello che mai…”
Ormai sono da vent’anni in Italia e sto ancora aspettando che il mio sogno di adolescente innammorata si avvera… purtroppo troppe volte ho visto che l’organizzazione e il pragmatismo che servirebbe agli Italiani non c’entra niente, ma proprio niente, con la creatività e sono due mondi che non si possono unire!!!
Sono curiosa che conclusioni vengono ancora fuori dalle tue riflessioni…
Perché IO mi chiedo spesso : ma perché mai sono ancora qui in Italia e perché cavolo faccio l’artigiana???? Mi sveglierò prima o poi dal mio sogno????
buona notte cara!!
Caterina
Ho scelto la sua mail, tra quelle arrivate questi ultimi giorni, perché racconta al meglio e forse in maniera iperbolica la passione che può prenderti e legarti a questo Paese quando ci vivi. Il tutto alla luce della consapevolezza che vivere, lavorare e fare imprenditoria in Italia sia una fatica enorme. Chi resta convive con una proporzione di sottofondo alla quale non sa (o non vuole) rispondere:
bellezza fratto rogne = ? 
Al di là del risultato, il girone di chi resta a vivere in Italia (per scelta o per contingenza) si divide in due: i pessimisti e gli ottimisti. Per dirla con Dante, avari e prodighi, nessuna differenza tra loro, entrambi portano lo stesso fardello, ma in maniera diversa.
Che in certi casi fa LA differenza. Parliamone.

Da tenere a mente per le conclusioni a fine classifica:
  • bellezza fratto rogne=?
  • il sogno italiano
  • Made in Italy ≠ Italia

La storia di Caterina è incantevole, fatevela raccontare di persona: la trovate nel suo atelier, oppure qui.
Sì, certo, quella nella foto di copertina è lei.

Leggi anche Il paradosso del Made in Italy | Le vittime del Made in Italy 1° girone infernale|  Leggende metropolitane sul digitale in Italia

 

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