Il compromesso vitale al Made in Italy

Siamo alle conclusioni e non solo di questo bisesto 2016. Provo a sintetizzare in maniera molto chiara, e anche goliardica, cosa penso delle sorti del nostro Made in Italy e quale potrebbe essere il compromesso vitale a una realtà fatta di eccellenze come quella italiana.

Allora vado dritta al punto, cercando di rendere più esplicito il messaggio del post precedente. Siamo eccellenti nella manifattura, ma tanta qualità non sembra “vendersi” da sola, ha bisogno di molto storytelling (come si dice adesso), forse troppo.  Per farsi pagare tutta questa eccellenza devo saperla raccontare bene, ma può sembrare paradossale per un popolo così chiacchierone,

 Quindi il compromesso vitale al quale alludo è proprio questo: meno eccellenza e più apparenza

gli italiani proprio non sono capaci di raccontarsi in maniera uniforme e di vendersi per quello che sono: eccellenti, con tutti i difetti annessi e connessi alla nostra progenie.

Quindi il compromesso vitale al quale alludo è proprio questo: meno eccellenza e più apparenza. A qualcuno suonerà come una bestemmia, ma in questo equilibrio di forma e contenuto del Made in Italy ci vedo la proporzione corretta per convertirlo alle giuste performance.  E chi le proporzioni le conosce, sa che quella aurea è sinonimo di perfezione e bellezza.
Dunque come vedete si ritorna all’eccellenza.

Molto semplice. Oppure se vi piace di più, ve la canto così:

Io son il narciso del Mondo rotondo,
fior fior profumato della manifattura,
come un giglio fra i rovi non mi confondo,
non tengo rivale men che meno paura.
Chiunque incontri la mia eccellenza
soggiace al mio fascino imperituro
ma a guardar da vicino a tanta potenza
non par corrispondere un degno futuro.
Se solo sapessi cantar le mie lodi
a suon di storielle come i più bravi
vincerei di sicuro su tutte le frodi
e del mondo in mano avrei le chiavi.
Or dunque Signori qui vi prometto
che un poco alla volta imparerò
la complicata arte del fumetto
e la mia eccellenza così dimostrerò.
E solo allora il bello apparirà sostenibile
quando andrà a braccetto al funzionale
e a nessuno mai più sarà possibile
negarmi una natura così eccezionale.

I miei due centesimi per quest’anno.
Buon 2017 a tutti!

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