HappyHairCap, l’indole all’innovazione quotidiana

Vi racconto la storia di due ragazze e del loro brevetto Made in Italy, nato dalla sfrenata passione per il mondo dell’abbigliamento sportivo. Immaginate tre amiche al bar che discutono (come solo noi donne sappiamo fare) di hobby, impegni e passioni del tempo libero. Immaginate Elisa che racconta di non poter più andare in piscina, perché il tempo passato in spogliatoio a rimettere in carreggiata i capelli è più di quello impiegato per il suo sport preferito. E poi c’è il cloro, quel fetente, che ti rovina qualunque cosa, capelli in primis. Ecco che lì, attorno a quel tavolino, Sandra e Cristiana hanno l’illuminazione: gliela facciamo noi la cuffia perfetta da piscina! Sì, perché Sandra e Cristiana sono due professioniste dell’abbigliamento tecnico sportivo e coi tessuti ci vanno a nozze. Ne sanno una più del diavolo in fatto di materiali e relative prestazioni high-tech, come si dice adesso, nel mondo tessile (mia madre, la Palmira, sbiancherebbe!). Ci mettono pochissimo, trovano il materiale e confezionano in due-e-due-quattro una cuffia ad uso e consumo esclusivo di Elisa! Morbida, impermeabile, traspirante tutto assieme!

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E da lì in poi il gioco è fatto! Le amiche di Elisa iniziano a vederla in vasca e il passaparola, come sempre, è il miglior agente di commercio! Fioccano le richieste delle signore dell’acquagym o delle amiche che hanno lo stesso problema: andare in piscina senza l’incubo della cuffia di gomma che ti schiaccia i capelli, li tira, li strappa quando la levi, ti fa sudare il cuoio capelluto. Sì, insomma, è un’agonia più che un piacere frequentare la piscina. E quindi?

Da quel momento le due socie iniziano a industrializzare il progetto seriamente, come sono abituate a fare, proteggendo con il brevetto il tessuto con cui è realizzata la cuffia e scatenando la loro creatività in dettagli e varianti colore. Nasce HappyHairCap: letteralmente la cuffia per le cofane felici: impermeabile, 100% traspirante e con la forma voluminosa che lascia spazio per le chiome più procaci. Praticamente una bomba: fatta in microfibra elastica, si indossa e si leva facilmente senza tirare i capelli, l’elastico non stringe, le cuciture sono a tenuta stagna quindi bloccano il cloro e l’umidità, che danneggiano i capelli.  E poi? Ah sì, dimenticavo… è semplicemente bellissima!

Vi ho raccontato questa storia per dire come nasce di solito l’innovazione in Italia: un bisogno spicciolo + un pensiero laterale + una manifattura so-tut-mì = un amico felice. In altre parole, siamo generosi noi, qui in Italia, abbiamo il senso dell’ospitalità. Pur di far felice un amico, ci facciamo in quattro e troviamo la soluzione. Credo nasca da qui il grosso dell’innovazione quotidiana italiana. Poi quella industriale segue altre logiche, ma quello è un altro post.

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Credits: mia madre Palmira è quella che quando deve dirti la composizione di un tessuto, prima lo prende in mano, poi lo stropiccia, poi lo rilascia e dal grado di stropicciatura ti dice le percentuali esatte dei componenti. Su di me, da piccola, esercitava più o meno l’effetto di uno stregone.


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