Sull’evoluzione dell’arte contemporanea | c’entra ancora il bello?

Diversi modi di comunicare

Qualsiasi attività umana nasce a fronte di un’esigenza specifica e anche l’arte non fa difetto a questa regola. Quella che chiamiamo così in realtà non è che una forma di comunicazione che ha avuto sviluppi molto diversi, ma ha accompagnato da sempre la storia dell’uomo.

4 esempi concreti:
  • Le incredibili sepolture dei faraoni egizi servivano a incarnare il credo religioso secondo il quale il defunto doveva “rinascere al giorno” dopo la morte fisica.
  • Le magnifiche cattedrali gotiche europee dovevano insegnare agli analfabeti la storia del cristianesimo attraverso la lettura delle “vignette”, di pietra o affrescate, che le decoravano (e comunicare la devozione per il Demiurgo.)
  • Dimore, residenze e grandiose regge misuravano agli occhi del mondo la potenza dei sovrani che le avevano commissionate.
  • I ritratti dei nobili europei davanti alle rovine italiane durante il Grand Tour celebravano la loro educazione raffinata e il loro amore per la cultura, in una sorta di auto promozione ante litteram.

Diritti e fotografia come elementi di rottura

Poi ad un certo momento sono avvenute due cose che hanno avuto l’effetto deflagrante di una bomba: la consapevolezza che gli uomini hanno pari accesso ai diritti (in maniera diversa dalle Rivoluzioni Francese ed Industriale in poi) e l’invenzione della fotografia nella prima metà dell’800.

Questi due avvenimenti hanno avuto due effetti precisi:

  • da una parte hanno sdoganato l’idea di uguaglianza e avviato una lenta ma costante crescita del benessere e della cultura tra fasce sempre più ampie di popolazione
  • dall’altra hanno reso l’arte (pittura in prima linea) un’attività parzialmente inutile.

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Le prime fotografie hanno rivelato il vero movimento del cavallo in corsa; prima lo si ritraeva con tutte e quattro le zampe tese. Qui il “Derby di Epsom” di Théodore Géricault, Musée du Louvre.

 

Con l’avvento della fotografia gli artisti hanno perso il loro ruolo di unici traduttori in immagini della realtà. Ma come spesso accade, da un problema è nata un’opportunità: così la produzione artistica ha virato decisamente verso scelte concettuali di astrattismo e di allontanamento dal reale, iniziando ad esplorare mondi, per così dire, paralleli (non a caso siamo nell’era di Freud e dell’inconscio).

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Esposizione dell’intangibile o di un nuovo reale

Si è dunque messa al servizio di una nuova forma di comunicazione: non più semplice trasposizione della realtà, bensì sua traduzione, o meglio esposizione di nuove forme di realtà, meno tangibili, ma ugualmente esistenti. Sempre di comunicazione si trattava.

Il bello e l’arte contemporanea

Oggi che la comunicazione avviene attraverso mille canali diversi, che siamo immersi in essa, drogati ormai da una sovraesposizione alle immagini, quale può essere il ruolo dell’arte contemporanea e dell’artista? Io ho una mia idea, che ha molto a che fare con l’altro aspetto dominante della produzione artistica, che è l’idea del bello. Sarà la stessa che avete voi? Stay tuned…

 

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